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Le domande della filosof-IA: dall’etica alla cognizione

10 Maggio @ 5:50 pm - 7:50 pm

Intelligenza artificiale: opportunità, rischi e nuove sfide per la società digitale (Antonio Teti, UNICH)

L’Intelligenza Artificiale rappresenta una delle trasformazioni tecnologiche più profonde della storia contemporanea. Gli algoritmi non sono più soltanto strumenti di automazione, ma veri e propri sistemi capaci di analizzare grandi quantità di dati, supportare processi decisionali complessi e generare nuove forme di conoscenza. Dalla medicina alla ricerca scientifica, dalla sicurezza informatica all’economia digitale, l’AI sta ridefinendo il modo in cui lavoriamo, comunichiamo e prendiamo decisioni. Accanto alle straordinarie opportunità offerte da queste tecnologie emergono tuttavia nuove sfide. L’utilizzo sempre più diffuso dell’intelligenza artificiale pone interrogativi cruciali sul piano etico, sociale e geopolitico: dalla protezione dei dati alla sicurezza dei sistemi, dalla diffusione della disinformazione automatizzata fino al rischio di un uso improprio degli algoritmi in ambito militare, economico o politico.

Dal microscopico al collettivo: la fisica nascosta dentro l’intelligenza artificiale (Paolo Baglioni, INFN)

Nel XIX secolo, la fisica ha rivoluzionato il mondo industriale grazie alla comprensione della termodinamica: studiando il comportamento collettivo di miliardi di particelle, è stato possibile progettare macchine sempre più efficienti. A distanza di quasi duecento anni, le sfide tecnologiche sembrano essere completamente cambiate. Ma è davvero così?

In questo talk esploreremo le profonde analogie tra sistemi fisici e intelligenza artificiale, mostrando come concetti nati per descrivere in modo semplice fenomeni fisici complessi possano aiutarci a comprendere come le macchine apprendono. Questa prospettiva non è solo teorica: studiare le “leggi fisiche dell’AI” potrebbe guidarci verso algoritmi più efficienti, meno energivori e più interpretabili.

Un viaggio tra fisica e tecnologia per scoprire come idee nate per spiegare il mondo naturale possano oggi aiutarci a progettare il futuro dell’intelligenza artificiale.

Specchio delle mie brame… cosa nasconde davvero l’Intelligenza Artificiale? (Federico Irace, UNIPV)

Vi siete mai chiesti se l’Intelligenza Artificiale sia davvero un “giudice” imparziale o un genio onnisciente? La verità è molto più affascinante: l’AI non pensa, non capisce e, soprattutto, non giudica. È piuttosto un’eco monumentale di tutto ciò che noi esseri umani abbiamo scritto e pensato negli ultimi decenni. In questo incontro, Federico Irace ci invita a indossare i panni di un “archeologo del futuro”. Invece di limitarci a usare l’AI per avere risposte facili, impareremo a “scavare” tra le sue parole per ritrovare i frammenti della nostra cultura, i nostri pregiudizi e persino i nostri silenzi.

Scopriremo insieme:

  • Il trucco dello specchio: Perché l’AI sembra così intelligente pur essendo solo un sofisticatissimo gioco statistico.
  • Le impronte digitali della cultura: Come i modelli che usiamo ogni giorno riflettono spesso solo una piccola parte del mondo (quella occidentale e tecnologica), dimenticando le altre
    voci.
  • Perché abbiamo ancora bisogno dei filosofi: In un mondo dominato dai dati, il “cuore” e la responsabilità di decidere cosa è vero o giusto restano, fortunatamente, una sfida tutta umana.

Un’occasione per capire che l’Intelligenza Artificiale non è una minaccia che ci sostituisce, ma una bussola che, se usata con spirito critico, può aiutarci a esplorare meglio chi siamo.

Delegare alle macchine: una rilettura cognitiva dell’IA a partire dall’enattivismo (Paolo Piccirillo, UNIBO)

Che significato attribuiamo all’atto del pensare? Riconosciamo nel pensiero una peculiarità umana, ancorata all’intenzionalità e alla rappresentazione della realtà. Questa antica interpretazione ha raggiunto il suo apice nell’età moderna: dopo più di quattro secoli, continua ad essere l’idea comunemente accettata. Con l’avvento dell’intelligenza artificiale, ormai pervasiva del nostro quotidiano, la tradizione occidentale ormai stantìa ha finalmente trovato un degno banco di prova: che significato attribuiamo oggi all’atto del pensare, nell’epoca in cui le macchine intavolano con gli umani articolate conversazioni inconcepibili per lo stesso Alan Touring? È possibile che una riflessione sull’IA permetta la riconfigurazione di ciò che si è sempre ritenuto un attributo umano? A questo proposito la tradizione enattivista, attuale punto di riferimento per le scienze cognitive e della filosofia della mente, sembra in grado di dare un interessante contributo. Si cercherà di capire che ruolo davvero stia giocando l’IA nei confronti del pensiero, e di come uno studio e un’analisi di un dispositivo tecnologico, liberi da pregiudizi culturali, possano invero dire molto anche sull’essere umano.

Dettagli

  • Data: 10 Maggio
  • Ora:
    5:50 pm - 7:50 pm

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